2007年9月5日水曜日

Disco (5)


Capitolo 1 Capitolo 2 Capitolo 3 Capitolo 4 La ragazza tappezzeria si veste di tinte che nessuno noterà e si volge sicura verso la discoteca. Parcheggia sempre più lontano di quanto vorrebbe e sempre in un luogo più scuro di quanto le piacerebbe.Cammina spedita passi furtivi e ansiosi sino alla fonte luminosa che è faro e luce per mille falene impazzite: ronzano ben vestite, capelli tagliati, occhi truccati, intorno al neon che sa già di musica e notte fonda.Oltrepassa la soglia e il fumo sintetico di ghiaccio secco le riempie gli occhi, le narici, la gola: ambiente basso fatto di sudore e rimbombo.Si accovaccia col viso premuto forte sulle ginocchia e ascolta: ascolta il rumore del cuore della notte, ascolta il rumore di mille persone che cicalano, ascolta il rumore dei suoi sogni infranti.Ascolta ed alza gli occhi, cercando nella nebbia colui che la porterà via, che le mostrerà il mare e dividerà con lei ricordi che lei ha gettato via.Guarda e non vede. Non vede il predatore che si aggira scuro fra la folla, che la traccia, che desidera il suo odore di sangue. L'uomo corvo ha sorvolato la città, nutrendosi d'asfalto e giganti di cemento. Ha scambiato alcune storie con delle biglie rubate ad un angolo di strada, ha reciso una mano che dava la mancia a un negro e adesso si appollaia su un cubo di vibrazioni.Distratto. E' distratto da seni che sfiorano, da mani che carezzano, da una nebbia che non sa di nebbia. Distratto non nota che qualcuno è entrato mentre la sua preda, accovacciata, piange lacrime e non sa perchè.Fra breve lo saprai, pensa l'uomo corvo ma è distratto.Il ragazzo con le tasche da bambino ha rovistato fra vecchie cose che aveva dimenticato e ha trovato un foglio spiegazzato e colorato che annunciava il cambio di gestione di un locale a lui sconosciuto.Ha trovato un passaggio che ha barattato con un rossetto di quel colore che lei non trova più, si è messo in fila insieme a mille altre persone che spingono ed è entrato regalando al buttafuori una figurina di un calciatore che gli ricorda la sua infanzia.Adesso beve una birra che la barista gli ha dato in cambio di un bottono uguale a quello che chiudeva quella giacca che altrimenti era da buttare.Osserva il ragazzo con le tasche di bambino e cerca: da sempre cerca e mai come adesso sa che è vicino. Vede il predatore che ansima nel piacere di un rifiuto e sa che sarà breve il suo tempo.Guarda intorno e alla fine varca la nebbia e la sfiora"ti ho trovata alla fine" le fa "sei bellissima, ma adesso sarà meglio andar via"e lei, che non crede che qualcuno le stia parlando, quasi non gli risponde"come" dice in un sussurro"le tue lacrime" le dice "le tue lacrime che contengono sale e sogni e dolore e sono tonde e brillanti come perle e ti sfiorano il viso come rugiada. Le ho viste al di là della parete, al di là delle cose che esistono e adesso non ti lascerò andar via"Lei piange ancora ma non vuole restare lì: lo stringe al petto e gli dice"andiamo."L'uomo corvo si volta, ma non sente la sua preda. Non più profumo di sangue rappreso, non più profumo di sogni raggrumati.Si volta e urla, ma il suo grido è rauco fra la musica che lo stordisce.Loro non si voltano e senza saperlo, sono già lontani.Fine.

1 件のコメント:

akashdalay10 さんのコメント...

Non si gettano via i ricordi, ritornano sempre, quando meno li aspetti, quando meno li vuoiil loro eco rende piacevolmente insensibili.