2007年8月31日金曜日
"Dessende?"
L'ho detto io?Assurdo, ma l'ho detto io.Ma il modo di dire non è mio: è suo.Come fa un persona a restarti dentro così a lungo, a incidere solchicosì profondi nell'anima che neanche tre anni possono cancellare.L'ho detto io.Senza neanche accorgermene.Neanche un altro amore, nuovo, fresco, bello come mai avevo sognato.Neanche quello.Non si possono gettare via gli anni come un guanto vecchio.Non si possono gettare via le persone.E' sempre lì, in un angolo della coscienza, in un ricordo che fugge alla maglia della censura.Immagini rapide, fugaci, dolori mai sedati, rimpianti mai conclusi.Come si fa a dire ad una persona ti amo e intanto ucciderla giorno per giorno, ferendola, umiliandola.L'ho fatto allora, lo faccio adesso.Contraddizioni di mezza estate: forse non siamo fatti per stare con altre persone, forse l'incontro porta solo sofferenzae rimorsoe rimpianto per un tempo andato che non torneràe mille ferite inferte che volevano essere amore.Eppure ho ferito, ucciso, distruttoE lo chiamavo amoreNon si gettano via i ricordi, ritornano sempre, quando meno li aspetti, quando meno li vuoi.Dessende?Basta così poco a volte...
2007年8月28日火曜日
prova ad immaginar...
prova ad immaginare di svegliarti di notte e vedere un riflesso nella tua stanza...
2007年8月18日土曜日
Disco (4)
Capitolo 1 Capitolo 2 Capitolo 3 Non avrebbe fatto rumore: soltanto un lieve stridore di ossa e un sottile dolore.Pochi secondi sarebbero bastati alle sue unghie forti e robuste, poi avrebbe avuto quello che cercava: un cuore infranto dall'inverno di un amore arrivato troppo presto e andato via troppo tardi.Lo avrebbe stretto fra le mani tenero, ancora palpitante e ne avrebbe gustato le angosce, le attese, i minuti violenti di lacrime compulse, gli anni di noia grigia e polverosa.Sarebbe stato suo: lo avrebbe appoggiato fra le costole e avrebbe vissuto di nuovo un mondo che lo rifiutava da sempre.Aveva aspettato abbastanza l'uomo corvo. Adesso conosceva il profumo della preda e le sue gambe rattrappite chiedevano la corsa agile della predazione.Lasciò la guglia alla propria solitudine di pietra grigia e scivolò come vento fetido fra i tetti della città... Capitolo 5
2007年8月14日火曜日
ODIO LA DUKAKIS!!!
Ieri sera al gay village: capitato quasi per caso, entrato e scoperta rassegna di cinema indipendente.Visto film "the event" con la Dukakis che fa la madre di ragazzo sieropositivo che decide che piuttosto che vivere come vive preferisce farla finita.Lei decide di assisterlo ed aiutarlo e per farlo bene fanno una maxi festa con biglietto d'invito con su scritto "the event" per l'appunto.C'era già riuscita con "fiori d'acciaio".Lo ha fatto ancora! L'acqua piovana si riversa e scivola bruciando sulla guancia e può quasi sembrare che...Qualcuno mi guarda: debbo avere i suoi occhi, nutrirmi del cristallino e riprendermi l'immgine grottesca di me che, seduto su una sedia di plastica all'aperto scopro di avere freddo e sembra quasi che...Sono io quello che vedo, figura rattrappita sulla plastica: quest'immagine finirà con me!Odio la Dukakis: l'orbita vuota si rovescia e qualcosa di salato scivola.E sembra proprio che...
2007年8月4日土曜日
"Vivo da al...
"Vivo da alieno nel mio mondo per necessitàschermo le idee sotto tempeste di uniformità"Non identificato - Subsonica - da "Subsonica"Curioso come in certi periodi di una vita, determinate cose sembrino parlarti.Circa tre anni fa, ogni volta che ascoltavo una canzone dei Subsonica ci trovavo dentro parti di me, della mia vita, di quello che mi stava succedendo.C'era qualcosa di oracolare, di incredibile. Forse ero io che ero alla ricerca di segni, ma potevo trovarli soltanto nella loro musica.Non ho mai smesso di ascoltarli.Ancora oggi ci trovo pezzi di me che, curiosamente, se ne sono andati in giro da qualche altra parte.
2007年8月1日水曜日
Disco (3)
Capitolo 1 Capitolo 2 L'uomo corvo aspetta.Appollaiato su una guglia scruta la città con occhi gialli pieni di attesa.Ha speroni sui talloni e al posto delle unghie dei piedi artigli aguzzi e forti, con cui si aggrappa a vite e pareti.Spia non visto e chi anche lo scorgesse lo scambierebbe per una statua grottesca, o per un gargoyle.Ma è di carne palpitante la sua fibra.Ha un occhio di vetro al posto del cuore, ma è sangue viscoso quello che lentamente circola per le sue vene.E adesso aspetta, predatore di sogni accucciato negli angoli morti che gli occhi intravedono appena.Annusa l'aria calda col lungo naso appuntito e sente il fremito di un evento ancora non accaduto. Un cuore infranto in cui tuffare le dita scarne, occhi lacrimosi da succhiare avido, questo il suo nutrimento, questo ciò che ama.E la caccia: la caccia incessante ad un preda che non osando voltarsi non capisce che il nemico l'ha sorpassata e le è già sopra.Un cuore infranto, sì, e occhi, occhi pieni di sogni infranti, piccole gocce di sale terse che gridano di dolore, immagini e ricordi di abbracci lontani.Spera che non usi il veleno, che rende amaro l'umor vitreo.Spera non usi la corda, che rende secco e fibroso ciò che è liquido e morbido.Spera usi l'acqua calda e il taglio: umori di rosso vivo che scivolano lenti, morte di sangue che si fonde con acqua di vita.L'uomo corvo aspetta e chi lo vedesse direbbe di aver visto una statua, o un gargoyle e con un brivido correrebbe a casa, spaventato senza sapere perchè.Aspetta, ombra fra le ombre, con la pazienza che solo i predatori hanno. Capitolo 4 Capitolo 5
登録:
コメント (Atom)